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Sassari è una delle città più grandi della Sardegna. Per numero di abitanti è il secondo comune, dietro solamente a Cagliari. Nel corso del tempo ha saputo attirare tante persone, che hanno deciso di vivere a Sassari, trovando un buon affitto o acquistando direttamente un proprio appartamento. Nei fatti questa città è il principale polo urbano della parte nord dell’isola.
Se state cercando una buona casa in vendita a Sassari le opzioni non mancano, sia in centro città, sia nelle aree più periferiche. Le agenzie immobiliari della zona possono aiutarvi nella vostra ricerca.
I pregi di vivere a Sassari
Ci sono tanti motivi per cui potreste decidere di vivere a Sassari. Se siete alla ricerca di nuove opportunità di lavoro, senza abbandonare la Sardegna, Sassari potrebbe essere la soluzione ideale. Le occasioni non mancano in tanti settori, dall’ambito turistico e culturale fino alle nuove tecnologie. Ci sono diverse realtà che operano nel digitale.
La qualità della vita è generalmente molto buona, e a ciò si aggiunge che Sassari è molto vicina al mare. Per arrivare a Porto Torres in auto ci vogliono circa 20 minuti. Il clima è mite per buona parte dell’anno, e nel tempo libero potete divertirvi a esplorare le spiagge più incontaminate del nord della Sardegna.
Il costo degli immobili è abbastanza contenuto, per cui potete trovare case spaziose a prezzi accessibili. I servizi ci sono tutti: uffici pubblici, ospedali, scuole e anche istituzioni universitarie.
Il Centro Storico di Sassari
Il Centro Storico di Sassari è il quartiere più richiesto, e per questo il valore degli immobili tende a essere più alto rispetto ad altre zone della città. C’è chi preferisce vivere in quest’area perché è attratto dagli aspetti architettonici e culturali, e chi invece apprezza la comodità data dalla presenza di tanti utili servizi.
Vivendo in centro a Sassari potete davvero dimenticarvi della vostra automobile: potete andare a piedi in tutti i principali punti d’interesse della città.
Non dimenticate che si tratta di un potenziale investimento per il futuro. Potete anche pensare di affittare l’immobile agli studenti che vengono a studiare all’università, e che si trasferiscono sia da altre località della Sardegna, sia da molte altre città italiane.
Monte Rosello e Latte Dolce
Se invece siete alla ricerca di aree residenziali che siano più decentrate avete a disposizione tante soluzioni. Un esempio è il quartiere Monte Rosello. Si tratta di una zona fortemente residenziale, una delle più popolose di Sassari.
Ci sono tanti palazzi che ospitano appartamenti di qualsiasi dimensione. I prezzi, in confronto al centro, sono più accessibili. I servizi non mancano. Per tutti questi vantaggi il quartiere Monte Rosello è una valida alternativa per le famiglie che sono alla ricerca di un nuovo immobile.
Una situazione simile si può trovare nella zona di Latte Dolce. Dal punto di vista urbano si sta assistendo a una vera e propria espansione, per cui non è difficile trovare appartamenti nuovi che non hanno bisogno di nessuna ristrutturazione.
Sono disponibili buoni collegamenti con il centro, perfetti per chi ha necessità di spostarsi. Il quartiere Latte Dolce è una buona opportunità sia per le giovani coppie che per le famiglie numerose.
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Halloween è la festa dei morti più famosa al mondo che ha conquistato milioni di persone in tutto il globo. Ma certamente non è l'unica manifestazione dell'antico culto delle anime dei morti. A Sinnai, come in tante zone della Sardegna, esiste e si è conservata una tradizione che ha molti aspetti in comune con quella americana e anglosassone.
L'antico rito sinniese delle "Panixeddas"
A Sinnai i bambini fanno rivivere l'antica tradizione di "Is panixeddas" nella mattina del 1° Novembre. Suonano ai campanelli e bussano nelle case per chiedere "Is Panixeddas", una piccola offerta in cambio di una preghiera per i morti.
Le offerte sono solitamente qualcosa di genere alimentare: caramelle, cioccolatini, frutta, castagne, noci, dolci o anche qualche soldino. I bambini, per contraccambiare, faranno una preghiera come pegno. Alle loro angeliche anime vengono affidati pensieri limpidi dedicati ai cari scomparsi.
Origini e significato della tradizione
Questa tradizione deriva dallo spagnolo e il nome "panixeddas" significa letteralmente "piccola offerta". Come ricorda chi l'ha vissuta da bambino: "La gente rifilava di tutto, anche qualcosa che non usava più come una lampada o un vecchio tv in bianco e nero".
Questa ricorrenza nel resto della Sardegna viene indicata con diversi nomi e celebrata in giornate diverse, il 1° o il 2 Novembre. A San Sperate, ad esempio, è molto sentita dai bambini del paese. Si chiama "Is Animeddas" e "is Panisceddas" nel sud dell'isola, "Su 'ene 'e sas ànimas" o "su Mortu Mortu" nel nuorese, "su Prugadòriu" in Ogliastra.
Le formule tradizionali in lingua sarda
Il nome cambia a seconda della zona ma la sostanza, pur mutando in alcuni particolari, rimane la stessa. Proprio come accade nella più famosa ricorrenza americana, anche nei villaggi della Sardegna sono i bambini che, vestiti da fantasmi, vanno a chiedere di porta in porta qualche dono per le "piccole anime".
Le formule utilizzate in Lingua Sarda per chiedere e dire "dolcetto o scherzetto?" sono varie:
- "Seus benius po is animeddas"
- "Mi das fait po praxeri is animeddas"
- "Seu su mortu mortu"
- "Carki cosa po sas ànimas"
- "Peti cocone"
E altre ancora a seconda del paese e della variante linguistica utilizzata.
Dai dolci tradizionali alle moderne caramelle
Mentre oggi i fantasmi e le piccole anime ritornano a casa con cioccolatini, lecca-lecca e merendine, una volta era più comune che alle richieste dei piccoli gli adulti preparassero e regalassero i dolci tipici del periodo:
- Pabassinas
- Ossus de mortu
- Pani de sapa
- Frutta di stagione
I rituali domestici per i defunti
Nelle case era usanza lasciare la tavola apparecchiata per i defunti tutta la notte e anche le credenze rimanevano aperte perché i morti potessero cibarsi. A questi venivano aggiunti poi altri doni come le melagrane, le castagne e la frutta secca.
Un altro elemento simile tra la festa sarda e quella anglosassone era, soprattutto nel passato, il lavoro certosino sulle zucche che venivano trasformate in facce spiritate ed utilizzate per fare scherzi e far spaventare i più piccoli.
Quindi se sentite suonare il campanello, siate generosi e rispettiamo la tradizione: tutti abbiamo dei morti da ricordare.
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- By Matteo Rubiu
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Solanas ha celebrato ieri, 19 marzo, la tradizionale festa in onore di San Giuseppe, patrono dei padri e delle famiglie. L'evento, organizzato dalla Parrocchia Madonna della Fiducia e dal Comitato di San Giuseppe, ha visto una grande partecipazione di fedeli e cittadini, che hanno gremito la chiesa in un clima di profonda devozione e comunità.
Leggi tutto: Solanas in festa per San Giuseppe - 19 Marzo 2025
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