Fonte: PIxabay

In Sardegna, la lotta contro gli influssi malefici attraverso talismani e amuleti affonda nella notte dei tempi.
È dall’alba della storia, infatti, che il popolo sardo utilizza pietre, tessuti, conchiglie o altri manufatti per combattere gli spiriti, il malocchio, la malasorte e le avversità, spesso accompagnando l’uso del talismano con appositi rituali che affondano le radici in rituali di natura pagana a cui, col tempo, si sono sovrapposti i riti cristiani.

Ciò nonostante, l’influsso delle antiche religioni pagane è ancora evidente non solo nell’uso dei talismani in sé, non sempre approvati dalla dottrina della Chiesa (quando non osteggiati), ma comunque presenti, forse più in passato che ora, ma comunque parte di una tradizione tutt’altro che sepolta.

La Sardegna condivide l’uso degli amuleti e dei talismani con tutte le culture del mondo, dove assumono le forme più diverse e vengono utilizzati nelle più svariate situazioni: per proteggersi o allontanare un momento di negatività, come amuleto di buon auspicio nel gioco, per attirare l’amore di una persona amata; ma, soprattutto, i talismani vengono usati per tenere lontani il male, quel male che può avere la forma del malocchio o, più in generale, della maledizione.

Nell’isola, gli amuleti e i talismani contro le fatture, il malocchio o altre avversità sono diversi a secondo delle finalità e dell’uso.

Cominciamo dalle pungas, dette anche furtaleas, scrittus, breus, scrapulario o contromazzina.
Le pungas non sono altro che quadrati di tessuto, spesso di broccato oppure panno, al cui interno sono contenuti elementi di varia natura: cera benedetta, monete, scritti, preghiere, semi, grano, ruta. Le pungas hanno finalità differenti: possono proteggere dal malocchio, scacciare gli influssi malefici, proteggere dalle armi da fuoco o da taglio (ecco spiegato perché i banditi spesso ne avevano una con sé), dai danni al bestiame o dagli incendi al raccolto.

Le pungas hanno queste particolarità: sono personali e non possono essere prestate, se non in rari casi e dietro il pagamento di obolo o di un pegno al padrone e, soprattutto, non devono mai essere aperte, altrimenti perdono di efficacia. Le pungas, infatti, al momento del confezionamento devono essere accompagnate da una serie di preghiere e formule, dette brebus, contro il malocchio o le altre avversità; se le pungas vengono aperte, le preghiere perdono di efficacia.

Se le pungas contro le armi da fuoco oggi sono poco o per nulla utilizzati, rimangono invece in uso quelle donate alle partorienti per evitare aborti, infertilità o malocchio. Le pungas possono passare di generazione in generazione.

Un altro amuleto contro il malocchio è su coccu, che per forma e dimensioni rappresenta l’occhio “buono” contro quello “cattivo”. Ha il potere di assorbire maledizioni, maldicenze, influssi nefasti, malocchio e di trattenere il male in sé.

Su coccu può assumere diversi nomi a seconda della località: pinnadellu, kokko, cocco, sabagiu, kokku. La parola Coccu o Kokku dovrebbe derivare dal latino coccum, di lì coccoro (“noce) e, infine, coccu; il riferimento è, com’è ovvio, alla forma tondeggiante del talismano.

Si tratta di una pietra liscia, nera, in onice o in ossidiana (oppure, più di rado, in corallo rosso) rotonda, contenuta tra due calotte laterali (solitamente in lamina o filigrana), spesso sorretta da due catenelle. Tramandato di generazione in generazione, su coccu ha il compito di proteggere dal malocchio; ma per essere efficace, dev’essere ricevuto in dono. Non era raro che su coccu venisse donato a famiglie che, per l’assenza di discendenti, erano vicine a sparire. Inoltre, perderlo era una vera disgrazia.

È possibile trovare su coccu in materiali diversi dalla pietra o dal corallo: marmo, ambra, legno e vetro colorato (le murrine).
Così come is pungas, anche su coccu dev’essere abbrebau, cioè benedetto con apposite preghiere, le già citate brebus.

Accanto a le pungas e a su coccu, troviamo altri amuleti come il nudeus, una teca di vetro e argento (materiale lunare, adatto ai rituali magici) in cui venivano riposti parti di tessuto benedetto, reliquie, immagini sacre, a testimoniare ancora una volta come sacro e profano, paganità e cristianità si uniscono in una sovrapposizione simbolica di elementi.
Anche le conchiglie, come l’occhio di Santa Lucia, sono amuleti volti ad attrarre la buona sorte e il bene, allontanando il male (e il malocchio).

Insomma, quella degli amuleti contro il male è una tradizione molto radicata in Sardegna, al pari di altre credenze popolari come l’acqua miracolosa nei sentieri tra Sinnai e Settimo San Pietro, sopravvissute all’avvento del cristianesimo e che, anzi, accompagna la vita dei sardi da secoli.

Eventi a Sinnai e Dintorni

Martedì 5 Novembre 2019 Sinnai celebra la giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale e commemora i suoi Caduti

Martedì 5 Novembre 2019, Sinnai celebra la giornata delle Forze Armate

e dell’Unità Nazionale, e commemora i suoi Caduti. programma prevede:

– Piazza Chiesa:
– Ore 09.30 – Afflusso del pubblico, Associazioni varie ed Autorità;
– Ore 10.00 – Santa Messa in suffragio dei Caduti;
– Ore 11.00 – Formazione del corteo che si dirigerà al Parco delle Rimembranza;

Parco delle Rimembranze
– Alzabandiera, Preghiera per i Caduti, Deposizione corona d’alloro, Intervento del Sindaco, Visita al monumento;

– Con la partecipazione del Picchetto d’Onore e della Banda musicale della Brigata Sassari.

La cittadinanza è invitata a partecipare

Notizie a Sinnai e Dintorni

Raccolti 958,10 Euro che verranno donati ad Ali il Kebabbaro rapinato a Sinnai

55 Donazioni tra Raccolta Facebook, Bonifico, Paypal e Contanti per complessivi 968,10 Euro (al netto delle commissioni paypal/facebook).

Questa è la cifra destinata al giovane ALI, il Kebabbaro rapinato da un noto pregiudicato Sinnaese.

L'importo andrà quasi a coprire l'intera somma sottratta al pakistano (1200 euro).

L'importo sarà donato ad Ali questo Sabato in occasione del suo 32esimo compleanno dalle Associazioni Madiba e Radio Fusion organizzatrici della raccolta.

Inutile rispondere alle diatribe dei social ai limiti tra razzismo e ignoranza,

un sentito ringraziamento alle 55 persone che hanno partecipato alla raccolta fondi.

Per questioni di trasparenza alleghiamo copia del bonifico che attesta il versamento verso Ali.

 

Il Comune di Sinnai incontra gli agricoltori e allevatori – Aula Consiliare – 28 Ottobre 2019

L'Amministrazione comunale incontra gli agricoltori e gli allevatori

per affrontare insieme i problemi del comparto e adottare le possibili soluzioni.

Sinnai - Aula Consiliare Lunedì 28 Ottobre 2019 - Ore 17.30

Questo il programma dell'incontro:

Ore 17:30 — Inizio lavori e saluti istituzionali:

- Tarcisio Anedda — Sindaco di Sinnai

- Franco Orrù — Assessore all'Agricoltura

- Alessandra Moriconi — Assessore alle Attività Produttive

Ore 18:00 — Apertura dibattito con interventi da parte degli operatori del settore

Ore 19:30 — Chiusura dei lavori con intervento del Sindaco Tarcisio Anedda

L'incontro è aperto al pubblico